Chiamiamola Maria.
Un paio di anni fa è arrivata in studio dopo aver fratturato a metàdue denti sani, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro.
Non denti già devitalizzati.
Non denti particolarmente compromessi.
Due denti sani.
Nel frattempo abbiamo sostituito i denti persi con due impianti e le abbiamo consegnato un bite, per proteggere il resto della dentatura dalle forze eccessive che si scaricavano soprattutto durante la notte.
Da quel momento, per circa due anni, tutto è andato bene.
Poi, pochi giorni fa, Maria si è ripresentata in studio con un altro dente sano fratturato in due.
Le ho chiesto se stesse ancora usando il bite.
Mi ha risposto che da qualche settimana aveva smesso di indossarlo.
Può sembrare un dettaglio.
In realtà non lo è affatto.
Perché quando i denti vengono sottoposti per mesi o anni a forze eccessive, soprattutto nel sonno, anche elementi perfettamente sani possono cedere.
👉 Quello di Maria non è un caso raro come si potrebbe pensare.
Molte persone immaginano il problema come un forte digrignamento rumoroso, facilmente riconoscibile.
In realtà, molto spesso, non succede questo.
Più frequentemente i denti vengono serrati, cioè stretti con forza, in modo prolungato e involontario, senza sfregamento evidente.
È un’attività che può avvenire soprattutto durante la notte, ma in alcuni casi anche di giorno, nei momenti di concentrazione, tensione o stress.
Il problema è che i denti non sono fatti per restare a contatto così a lungo e con una forza così elevata.
Durante la normale funzione masticatoria, i contatti sono brevi e intervallati.
Nel serramento, invece, la pressione può diventare continua, ripetuta, e scaricarsi per ore sugli stessi punti.
Ed è proprio questa ripetizione, nel tempo, a creare il danno.
A volte i segni sono inizialmente piccoli e poco evidenti.
Altre volte il problema si manifesta in modo improvviso, come nel caso di Maria.
Nel tempo il serramento può favorire:
usura dei denti,
piccole crepe o microfratture,
fratture vere e proprie di denti anche sani,
sensibilità dentale,
fastidi ai muscoli della mandibola,
indolenzimento al risveglio,
sovraccarico delle articolazioni temporo-mandibolari.
In alcuni pazienti si associano anche mal di testa, senso di stanchezza alla mandibola o tensione ai muscoli del viso e del collo.
👉 Il punto importante è questo: non sempre il problema dà segnali clamorosi prima di fare danno.
Il serramento notturno è insidioso proprio perché, molto spesso, agisce in silenzio.
Chi ne soffre può dormire senza ricordare nulla.
A volte è il partner a sentire dei rumori.
Altre volte non c’è alcun rumore, perché i denti non vengono strofinati ma semplicemente stretti con forza.
Così il problema può andare avanti per mesi o anni senza essere riconosciuto.
E quando finalmente si manifesta, può farlo con un dente scheggiato, con una frattura, con dolori muscolari o con segni di usura già avanzati.
Per questo, in molti casi, non aspettiamo che il paziente riferisca sintomi evidenti: siamo noi a cercare i segni clinici che possono farci sospettare un sovraccarico.
Quando viene indicato, il bite è uno strumento molto importante.
Non è un semplice “pezzo di plastica”, ma un dispositivo pensato per proteggere denti, muscoli e articolazioni dagli effetti del serramento e del digrignamento.
Non elimina necessariamente la causa del problema, ma riduce i danni che quelle forze possono provocare nel tempo.
La storia di Maria lo spiega bene.
Per due anni, con il bite, la situazione è rimasta stabile.
Quando ha smesso di usarlo, un altro dente ha ceduto.
Ma nel nostro studio, quando necessario, la gestione di questi pazienti non si limita al solo bite.
In alcuni casi possiamo affiancare una terapia con tossina botulinica nei muscoli masseteri, con l’obiettivo di ridurre la loro forza contrattile e quindi diminuire il carico eccessivo che si scarica sui denti e sulle strutture della bocca.
In altri casi riteniamo utile lavorare anche su aspetti più generali, che possono influenzare la qualità del riposo e il livello di tensione muscolare.
Per questo possiamo consegnare ai pazienti che serrano:
Inoltre, i nostri pazienti possono essere sottoposti anche a una valutazione da parte dell’osteopata, perché in alcuni casi il serramento o il bruxismo possono inserirsi in un quadro più ampio, in cui entrano in gioco tensioni posturali o squilibri che coinvolgono altri distretti del corpo.
L’idea di fondo è semplice: proteggere i denti è fondamentale, ma in alcuni pazienti è utile anche cercare di comprendere e ridurre il contesto che favorisce il sovraccarico.
👉 In altre parole: non esiste sempre una sola risposta uguale per tutti.
Nel nostro studio ci interessa molto intercettare questi problemi prima che producano danni importanti.
Significa osservare i segni di usura.
Valutare eventuali fratture o incrinature.
Capire se ci sono tensioni muscolari o sovraccarichi articolari.
E decidere, caso per caso, quale combinazione di strumenti possa proteggere meglio il sorriso nel tempo.
A volte il bite rappresenta la soluzione principale.
In altri pazienti può essere utile affiancarlo ad altri interventi, come la tossina botulinica, un lavoro mirato su respirazione e qualità del sonno, oppure una valutazione osteopatica quando sospettiamo il coinvolgimento di aspetti posturali o di altri distretti corporei.
Perché aspettare la frattura di un dente per accorgersi del problema, quando possibile, non è mai la scelta migliore.
Stringere i denti di notte può davvero rovinare il sorriso.
Può farlo lentamente, consumando i denti poco alla volta.
Oppure in modo improvviso, con una frattura che sembra arrivare “all’improvviso”, ma che in realtà è il risultato di forze ripetute nel tempo.
👉 Proprio per questo il serramento notturno non va considerato un’abitudine innocua o solo una manifestazione dello stress.
Va riconosciuto, osservato e, quando necessario, trattato con costanza e con gli strumenti più adatti alla singola persona.
A volte il sorriso non si rovina per una carie o per una malattia gengivale.
A volte si rovina semplicemente perché i denti lavorano troppo… anche mentre dormiamo.
Ogni sorriso racconta una storia unica.
Per questo nel nostro studio uniamo competenza, tecnologia e ascolto, creando percorsi personalizzati che mettono al centro la persona, non solo i denti.
Il nostro obiettivo è semplice e profondo: aiutarti a sorridere con serenità, oggi e domani.
Ti aspettiamo in un ambiente fresco e accogliente per la tua prima visita.










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