Q&A

Q&A

Se il sangue compare solo ogni tanto, devo preoccuparmi lo stesso?

💬 Sì, merita comunque attenzione.

Il sanguinamento gengivale occasionale non va considerato normale solo perché non succede tutti i giorni. Anche se compare in modo intermittente, può essere il segnale iniziale di una gengivite o di un’infiammazione che vale la pena intercettare presto.

Molti problemi gengivali, infatti, nelle fasi iniziali non sono costanti: possono comparire, attenuarsi e poi ripresentarsi.

👉 Proprio per questo è meglio non aspettare che il problema diventi più evidente.

Q&A

Se il sangue compare solo ogni tanto, devo preoccuparmi lo stesso?

💬 No, anzi: nella maggior parte dei casi è importante continuare a pulire quella zona, ma farlo nel modo corretto.

Quando una gengiva sanguina, spesso è presente un’infiammazione legata all’accumulo di biofilm batterico. Evitare di spazzolare per paura di farla sanguinare può peggiorare il problema, perché favorisce un ulteriore accumulo di placca.

👉 La cosa giusta non è smettere di pulire, ma usare gli strumenti e la tecnica più adatti, con delicatezza e costanza.

Se il sanguinamento continua, è bene far valutare la situazione dal dentista o dall’igienista.

Q&A

Se le gengive sanguinano, devo smettere di spazzolare quella zona?

💬 No, anzi: nella maggior parte dei casi è importante continuare a pulire quella zona, ma farlo nel modo corretto.

Quando una gengiva sanguina, spesso è presente un’infiammazione legata all’accumulo di biofilm batterico. Evitare di spazzolare per paura di farla sanguinare può peggiorare il problema, perché favorisce un ulteriore accumulo di placca.

👉 La cosa giusta non è smettere di pulire, ma usare gli strumenti e la tecnica più adatti, con delicatezza e costanza.

Se il sanguinamento continua, è bene far valutare la situazione dal dentista o dall’igienista.

Q&A

La perimplantite è la stessa cosa della parodontite?

💬 Sono due condizioni diverse, ma hanno molti punti in comune.

La parodontite colpisce i tessuti che sostengono i denti naturali.
La perimplantite è un’infiammazione che interessa i tessuti attorno agli impianti.

In entrambi i casi l’infiammazione può portare alla perdita di osso di sostegno. E in entrambe i casi è fondamentale intercettare prima possibile.

👉 Per questo motivo, nei pazienti che hanno avuto parodontite, è particolarmente importante controllare nel tempo la salute dei tessuti attorno agli impianti e intervenire precocemente se compaiono segni di infiammazione.

Q&A

Gli impianti durano per sempre?

💬 Gli impianti sono dispositivi molto affidabili, ma non sono “per sempre” in modo automatico.

La loro durata dipende da diversi fattori:

salute delle gengive
qualità dell’igiene orale quotidiana
regolarità nelle sedute periodiche di igiene
controlli periodici
presenza di fattori di rischio come fumo o parodontite

Quando questi aspetti sono ben controllati, gli impianti possono funzionare per molti anni, spesso per decenni.

👉 Come per i denti naturali, la chiave della durata è la prevenzione nel tempo.

Q&A

Se ho avuto la parodontite, posso mettere impianti?

💬 Sì, nella maggior parte dei casi è possibile.

La parodontite non è una controindicazione assoluta agli impianti, ma è una condizione che richiede maggiore attenzione nella pianificazione e nel mantenimento nel tempo.

Prima di inserire un impianto è fondamentale:

controllare l’infiammazione parodontale
stabilizzare la salute delle gengive
valutare con attenzione l’osso disponibile
programmare controlli periodici nel tempo

👉 Proprio per questo motivo, nei pazienti che hanno avuto una qualsiasi forma di parodontite, l’implantologia deve essere inserita all’interno di una gestione parodontale complessiva.

Q&A

Le terapie per la parodontite fanno male?

💬 Nella maggior parte dei casi, no.

Oggi la terapia non chirurgica della parodontite può essere eseguita in modo molto più confortevole rispetto al passato, grazie a protocolli moderni come la GBT (Guided Biofilm Therapy), che utilizziamo nel nostro studio.

Q&A

La terapia non chirurgica basta sempre per curare la parodontite?

💬 No, ma spesso è sufficiente.

La terapia non chirurgica rappresenta, sempre, la base della cura della parodontite e, in molti casi, permette di:

ridurre l’infiammazione
stabilizzare le tasche parodontali
evitare o rimandare interventi chirurgici
Quando la malattia viene intercettata in fase iniziale,
la percentuale di pazienti che non necessita di chirurgia è molto elevata.

Q&A

Se la parodontite è diversa da persona a persona, quanto dura la cura?

💬 Non esiste una durata “standard”.

La durata della terapia parodontale dipende da diversi fattori:

gravità e diffusione della malattia
risposta individuale alle prime fasi di cura
presenza di fattori di rischio (fumo, diabete, stress)
costanza nei controlli ed efficacia dell’igiene domiciliare
In alcuni casi il controllo dell’infiammazione avviene in tempi relativamente brevi.

Q&A

Perché durante la visita controlliamo anche la lingua

Una parte fondamentale della visita odontoiatrica è l’esame dei bordi e della parte inferiore della lingua.
È una delle sedi più a rischio per i tumori della bocca e, in particolare, per il carcinoma squamocellulare.

Osservare e palpare accuratamente questa zona permette di individuare precocemente alterazioni invisibili a un controllo superficiale, quando la possibilità di cura è molto più elevata.

Un gesto semplice, rapido, ma che salva vite.